La fiera opposizione delle casalinghe alla manovra
Di simone ricci • 26 ago, 2011 • Categoria: Consumi
È fin troppo scontato parlare delle nostre casalinghe come “disperate” dopo il varo della manovra finanziaria di questa estate. In effetti, come ha spiegato chiaramente Federica Rossi Gasparrini, numero uno di Donne Europee Federcasalinghe, quello che fa più paura in questo momento è il tanto strombazzato incremento dell’Imposta sul Valore Aggiunto. I timori sono dovuti al fatto che la principale conseguenza dell’aumento in questione dovrebbe essere un peggioramento del costo della vita, a rischio rincaro di ben dieci punti percentuali. Le casalinghe sono quindi in prima linea contro questo provvedimento e contro tutte le misure che risultano essere inique nei confronti delle famiglie italiane. La stessa Rossi Gasparrini ha sottolineato come siano preoccupanti i dati relativi ai bambini più piccoli nel nostro paese: nel dettaglio, la fascia di età compresa tra zero e tre anni non può certo dirsi la più fortunata e privilegiata, visto che oltre il 28% di questi bambini è costretto a vivere in dei nuclei che sono al di sotto della soglia di povertà. Quest’ultimo concetto, poi, riguarda fin troppo l’universo femminile, quindi appare quantomeno giustificata la rabbia nei confronti dei provvedimenti del governo. Lo stesso aumento dell’Iva è stato giudicato senza mezzi termini come “assurdo”, mentre qualche pizzico di apprezzamento in più è stato espresso nei riguardi dei minori costi della politica, in particolare il taglio da effettuare agli enti locali. D’altronde, il decreto 138 del 2011 riguarda da vicino anche un altro profilo al femminile, l’età pensionabile: dal 10 novembre del 2008 la stessa Federcasalinghe ha siglato un’intesa importante da questo punto di vista con il Fondo Pensione Aperto Arca Previdenza, in modo da ottenere uno strumento utile a tal fine e per usufruire di diversi sconti. Anche questo profilo è sotto una seria minaccia? Gli artigli sono già ben affilati, speriamo soltanto non ci sia bisogno di graffiare.



