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Dalla Leopolda a Palazzo Chigi

Di mario pinzauti • 31 ott, 2011 • Categoria: Opinioni


Secondo un “retroscena”di Ugo Magri, pubblicato ieri da “La Stampa”, a commento del convegno fiorentino dei rottamatori del pd, Berlusconi sicuramente sceglierebbe come candidato dell’opposizione a Palazzo Chigi Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, se, in occasione di una prossima consultazione elettorale, gli fosse data la possibilità d’influire in qualche modo su tale scelta. Perchè piace, come politico e anche come uomo, alle sue figlie. Perchè ha apprezzato la cortesia e il rispetto manifestati da Renzi nei suoi confronti quando, qualche mese fa, accettò un suo invito a pranzo nella villa di Arcore. Perchè infine, a suo parere, un’eventuale leadership del sindaco di Firenze assicurerebbe la sicura sconfitta dell’opposizione.
Su quest’ultimo punto la vediamo esattamente come il premier. E per questo ci auguriamo che per le elezioni politiche -prossime o lontane che siano- l’opposizione affidi la guida della battaglia per la conquista di Palazzo Chigi a un leader che non sia il sindaco di Firenze.
Nei confronti di Renzi abbiamo, è doveroso confessarlo, un’antipatia “di pelle”, di quelle che nascono da fatti sopratutto istintivi. Ha una faccia da schiaffi, e di quelle della peggiore versione, quella fiorentina(che il sottoscritto,essendo concittadino del sindaco, conosce molto bene). Ha il tono della voce,lo sguardo, il sorriso,la gestualità, il lessico di colui che è stato primo della classe fin dall’asilo e si ritiene dunque destinato al comando. E oltre a questi difetti diciamo “di forma” non di poco conto ha il vizio della prepotenza, basata sulla convinzione di avere sempre ragione. Per cui non cerca accordi, convergenze, compromessi con chi non la pensa come lui. Pretende che tutto sia fatto e disfatto secondo le sue idee,a sua immagine e somiglianza, si potrebbe dire.
A conclusione del convegno fiorentino dei rottamatori Renzi ha detto, anzi proclamato che il suo partito,il pd,”deve ripartire dai pionieri e non dai reduci”, dando per scontato che i pionieri sono i suoi seguaci e i reduci sono gli attuali dirigenti del partito, a cominciare dal segretario Bersani.
Dunque è stata, la sua, una vera dichiarazione di guerra contro l’apparato e la politica del partito.Una dichiarazione che farà piacere a Berlusconi.E che per questo,ma non solo per questo il gruppo dirigente del pd deve respingere.Perchè offrire al premier una cintura di salvataggio proprio mentre annaspa in mezzo a enormi difficoltà sarebbe sciocco; e criminale.E perché,nonostante la forma,che è quella che è,non tutto è da buttare nella sostanza , nella valanga di critiche che il sindaco di Firenze ha scaraventato davanti ai dirigenti del pd.Nel pd c’è bisogno di rinnovamento,c’è bisogno di dare più spazio ai giovani nelle stanze dei bottoni,c’è bisogno di liberarsi dalla paura di perdere denunciata dallo scrittore Baricco a Firenze.
L’ha detto Renzi e purtroppo è vero. Ma nella vera e propria requisitoria che sono stati gli interventi del sindaco al convegno fiorentino,numerose sono state-assieme agli attacchi- le proposte per superare o ridurre di gravità tali problemi.E altre,ha detto il sindaco,seguiranno nei prossimi cento giorni.
Dunque se al vertice del pd ci si sforzerà per isolare queste proposte dagli eccessi critici,o almeno da certi veleni polemici,con cui il sindaco di Firenze le ha accompagnate , può darsi che si renda la soluzione non più impossibile.E chissà che addirittura si trovi,dopo tanti tentativi falliti,la strada della vittoria..
Almeno Franceschini, il capogruppo dei deputati pd ha mostrato di aver maturato questa speranza dicendo di avere ascoltato, al convegno,”idee utili”. Accadrà anche per altri dirigenti del pd.?
Sarà difficile trovare seri punti d’incontro con “mister antipatia”, Matteo Renzi. E tuttavia, a rischio di mangiarsi il fegato, Bersani e c. devono tentare di farlo. Perchè altrimenti sarebbe la debacle generale.Il primo della classe esibitosi in questi giorni alla stazione Leopolda di Firenze non arriverebbe mai a Palazzo Chigi. Ma non ci arriverebbero neppure Bersani, o D’Alema, o Casini, o Fini. Ci resterebbe Berlusconi: vita natural durante.


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2 Commenti »

  1. Pinzauti, lasci perdere simpatia o antipatia, faccia da schiaffi o meno.
    Lasci perdere anche i retroscena improbabili (non vedo come Berlusconi possa influire sulla scelta del candidato dell’opposizione e, soprattutto, un’eventuale candidatura Renzi rischierebbe di prendere tanti voti di ex elettori del centrodestra o di delusi dalla politica).
    Ha sentito le persone ( finalmente persone normali, della società reale, che parlano ad un incontro politico ) intervenute alla Leopolda?
    Ha letto almeno alcuni punti del programma già disponibile su Internet?
    Confronti tutto ciò con le alternative del centrosinistra, con l’alleanza Bersani, Vendola, Di Pietro che, nonostante i sondaggi favorevoli frutto del disastro berlusconiano, le assicurò che ha altissime probabilità di non vincere le elezioni perchè, al dunque, coloro che oggi si dicono incerti o astenuti andranno a votare e, secondo me, non voteranno di certo per un’alleanza così sbilanciata a sinistra e così “dejà vu”.

    In definitiva: Renzi potrà risultare antipatico, saccente, qualsiasi cosa.., ma oggi, con i problemi dell’Italia e la sua classe politica, non possiamo permetterci di giudicare in base alla simpatia.
    Dobbiamo giudicare su cosa si propone davvero e su quello che hanno fatto i politici già sulla scena da decenni.

    Saluti.

  2. caro Rossi,ma non si è accorto che,nonostante l’antipatia,”di pelle”,e d’altro,io arrivo alla sua stessa conclusione,come del resto fa anche Franceschini?Concludendo:il rottamatore non è da rottamare,bisogna cercare di dialogare con lui e tentare di trovare e utilizzare quanto di positivo c’ è nelle sue idee:cosa che sarà più facile se lo indurremo,contemporaneamente,a smetterla di considerarsi e presentarsi come un nuovo “unto del signore”.Ne abbiamo già uno,sia pure da altre parti.

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