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Cosa sono gli e-bond, o eurobond

Di Redazione • 16 ago, 2011 • Categoria: Economia


Questa mattina la Commissione europea si è espressa favorevolmente sulla possibilità di emettere eurobond, giudicandola «un’idea molto interessante». Nelle stesse ore in Germania, paese che fin dall’inizio si è opposto all’emissione di titoli pubblici congiunti a livello di eurozona, il fronte del “no” ha iniziato a incrinarsi e alla fine molto probabilmente nell’incontro di oggi pomeriggio a Parigi, il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, discuteranno delle misure necessarie per l’introduzione degli eurobond.

Cosa sono gli E-bond
Innanzi tutto il termine corretto per indicare i titoli pubblici congiunti dei Paesi europei dovrebbe essere E-bond, perché eurobond è già utilizzato come sinonimo di eurobbligazione ovvero “un’obbligazione emessa nella valuta del proprio Paese, ma negoziata nel sistema monetario europeo”. D’altronde Jean-Claude Juncker e Giulio Tremonti che per primi lanciarono sulle colonne del Financial Times la proposta di emettere titoli pubblici congiunti a livello di eurozona per mettere un freno alla crsi, li chiamarono proprio e-bond.
Era il 5 dicembre del 2010 e il ministro dell’Economia Tremonti, insieme al primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker, scrivevano sull’autorevole quotidiano economico che, a fronte della crisi dei debiti sovrani, l’Europa avrebbe dovuto dare “una risposta forte e sistemica alla crisi, per inviare un messaggio chiaro ai mercati globali”. E ciò sarebbe potuto avvenire con il lancio degli E-bond.

La proposta di Juncker e Tremonti prevede che le obbligazioni sovrane europee vengano emesse da un’apposita agenzia, la European Debt Agency (EDA) che sostituirebbe l’attuale Fondo europeo di stabilità finanziaria. Per avere abbastanza liquidità l’Agenzia dovrebbe “raggiungere gradualmente un ammontare di emissioni equivalente al 40% del prodotto interno lordo dell’Unione europea e di ciascun Stato membro”. In questo modo diventerebbe il mercato obbligazionario più importante d’Europa e potrebbe raggiungere “una liquidità paragonabile a quella del Tesoro USA”

Due sono le condizioni secondo Juncker e Tremonti necessarie affinché la European Debt Agency abbia successo

1- La EDA dovrebbe acquistare fino al 50 per cento dei titoli di debito emessi dai Paesi membri dell’Unione europea, per creare un mercato ampio e liquido. In circostanze eccezionali, per gli Stati membri il cui accesso ai mercati del debito è compromessa, la EDA potrebbe finanziare il 100% del debito.
2- La EDA dovrebbe prevedere una conversione tra gli E-bond e le obbligazioni già esistenti a livello nazionale. Il tasso di conversione dovrebbe essere pari, ma il passaggio potrebbe essere effettuato tramite una opzione sconto, dove lo sconto sarà “evidentemente più alto quanto più un un debito sovrano sta subendo la speculazione dei mercati.

Juncker e Tremonti proposero che l’Angenzia venisse creata entro la fine del 2010 ma incontrarono l’opposizione tedesca: l ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble disse che sarebbero stati necessari “cambiamenti importanti dei trattati europei prima di arrivare a emettere bond” mentre, affermò il ministro, “per ora è necessario che i governi si impegnino a mantenere i conti in ordine”. La cancelliera Angela Merkel disse invece che emettere E-bonds avrebbe eliminato la concorrenza a livello europeo sui tassi di interesse:”Il livello dei tassi di interesse rappresenta anche un incentivo a realizzare gli obiettivi del Patto di stabilità e di crescita».


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