Cosa farà ora la Grecia
Di Redazione • 05 nov, 2011 • Categoria: Mondo
Il primo ministro greco George Papandreou incontrerà oggi il presidente Karolos Papoulias per discutere della formazione di un governo di coalizione dopo che nella notte ha ricevuto la fiducia del Parlamento.
Nel suo discorso prima del voto di fiducia Papandreou ha detto che la nuova coalizione dovrà applicare con assoluta determinazione il piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, l’ultimo sforzo finanziario per la nazione che a dicembre potrebbe trovarsi a corto di liquidità.
Papandreou, senza dare alcuna indicazione temporale su quando si sarebbe fatto da parte, ha dichiarato di esser pronto a discutere su chi dovrebbe guidare il nuovo esecutivo fino alle elezioni del prossimo anno. Il Governo contava su una risicata maggioranza di 152 parlamentari su 300 ma, nonostante alla vigilia del voto di fiducia alcuni membri del partito socialista del premier, PASOK, avevano avanzato qualche dubbio, alla fine Papandreou ha ottenuto la fiducia con 153 si e 145 no.
Secondo fonti della Reuters, il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos ha ottenuto l’appoggio dei leader di alcuni partiti minori per guidare la nuova coalizione. Il nuovo governo dovrebbe indire elezioni anticipate entro pochi mesi da quando il salvataggio della nazione è stato assicurato, probabilmente a febbraio. Il principale partito dell’opposizione invece, Nuova democrazia di Antonis Samaras, è tornato a chiedere le dimissioni di Papandreou e elezioni subito affermando che il primo ministro a rifiutato la loro proposta per un governo di unità nazionale.
Papandreou, che ha guidato la Grecia negli ultimi due anni di turbolenze politiche e finanziarie dopo aver rivelato quando è salito al potere nel 2009, che il reale deficit di bilancio era tre volte più grande di stime ufficiali presentate dal suo predecessore conservatore, ha rinunciato all’idea di un referendum sul piano di salvataggio proposto dal’Unione europea e dal Fondo Monetario Internazionale e ha ribadito che andare a votare ora sarebbe disastroso e contro gli interessi del popolo.




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