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Cos’era la legge Reale

Di Redazione • 17 ott, 2011 • Categoria: Italia


Oltre ad aver rovinato una manifestazione, le violenze di sabato a Roma hanno sortito un altro effetto: offrire ai politici la possibilità di cavalcare l’onda emotiva della popolazione per sostenere che c’è la necessità di dotare le forze dell’ordine di strumenti normativi che permettano agli agenti di contrastare più efficacemente i facinorosi. Detta così in pochi sarebbero in disaccordo, ma il sospetto è che ancora una volta la politica si stia sottraendo alle proprie responsabilità (per farvi un’idea potete leggere il forum dei poliziotti).

Il primo è stato il leader dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro, che ha avanzato l’ipotesi di introdurre una nuova normativa ispirata alla legge Reale del 1975 :” Si deve tornare alla legge Reale. Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2′. Contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari”.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni si dice d’accordo con Di Pietro e anzi annuncia che già domani annuncerà:”nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell’ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato”

Ma cos’era la legge Reale e cosa prevedeva?
La legge Reale è stata introdotta in Italia il 22 maggio 1975 e conteneva “Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico”. Il suo nome lo deve al principale promotore, l’allora ministro della giustizia, Oronzo Reale, confluito nel Partito Repubblicano Italiano dopo aver fatto parte del Partito d’Azione durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le principali, e più controverse, disposizioni della legge

1)  Le forze dell’ordine avevano la possibilità di utilizzare armi da fuoco, qualora lo avessero ritenuto necessario, anche durante i servizi per garantire l’ordine pubblico
2) La possibilità di effettuare arresti preventivi (custodia) anche in assenza di flagranza di reato. Inoltre il fermato poteva essere tenuto in carcere fino a quattro giorni (96 ore 48+48) in attesa che il giudice ne convalidasse il fermo o ne disponesse la scarcerazione.
3) In caso di manifestazioni si proibiva l’uso del casco o di altri elementi (maschere, sciarpe, cappucci ecc.) che avrebbero potuto impedire il riconoscimento visivo delle persone.

La legge venne modificata nel 1977 e sottoposta a referendum abrogativo nel ‘78 da un comitato che ne contestava gli effetti troppo violenti sulla società civile. Si votò nel giugno del ’78 e il 76,5 % dei votanti scelsero di non abrogare la legge Reale che rimase in vigore per tutto il periodo degli “anni di piombo”.

Nel corso degli anni però, numerosi interventi di revisione ne hanno depotenziato molti aspetti fino al 2005 quando con l’introduzione della “legge Pisanu”, la legge Reale venne
di fatto superata.


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