Elisabeth Warren
Di luca ajroldi • 21 ott, 2011 • Categoria: Mondo
Uno sceriffo contro la finanza. Così è stata definita dal Times, Elizabeth Warren, 62 anni, cattedra di diritto commerciale alla Harvard Law School.(la foto è di Erika Dimmler)
Federico Rampini la considera “la mia eroina americana”. Una guerriera che combatte in difesa dei consumatori.
Aveva 12 anni quando suo padre ebbe un infarto che lo rese invalido. Dal modesto benessere di una famiglia piccolo-borghese, precipitarono nelle ristrettezze: le cure mediche erano troppo care, l’auto fu pignorata, la madre andò a lavorare come centralinista, Elizabeth si cercò un posto come cameriera per pagarsi gli studi. Con risultati eccezionalmente brillanti. Molti anni dopo, dalla sua cattedra di diritto commerciale nella più prestigiosa facoltà di giurisprudenza del mondo (Harvard Law School, dove studiò anche Barack Obama) lei divenne una implacabile accusatrice delle malefatte dei banchieri. Non si limitò alle requisitorie: volle rimediare al disastro. Divenne la madrina del più importante progetto per la tutela del risparmiatore: la creazione di una nuova authority federale che vigili sui prodotti finanziari, per proteggere i consumatori contro le banche. Obama ci credette, le affidò la costruzione di questo nuovo organo di controllo. Ma proprio perché la Warren faceva sul serio, contro di lei scattò una offensiva a tenaglia. Da una parte le lobby di Wall Street giurarono di sabotarla. Dall’altra, la destra repubblicana decise che – se mai l’authority avrebbe visto la luce – bisognava impedire che la Warren andasse a dirigerla.
La Warren quella battaglia l’ha portata a termine. L’agenzia federale è stata creata ma il partito repubblicano l’ha avuta vinta: non sarà lei a dirigerla.
Elizabeth Warren, comunque poteva essere soddisfatta. Aveva vinto una grande battaglia. E’ diventata un’opinionista ascoltata e rispettata, i grandi media se la contendono. Ma non Elizabeth. Non la donna con uno spirito da guerriera.
Se la democrazia è assediata dalle lobby del denaro, dei banchieri del capitalismo senza regole e freni – si è detta Elizabeth – bisogna rimboccarsi le maniche e continuare a battersi per la democrazia. E così ha deciso di entrare in politica. Ha deciso di candidarsi, con il partito democratico, per il seggio senatoriale del Massachusetts, quello stesso seggio che fu di Ted Kennedy e che oggi è stato conquistato da un repubblicano moderato Scott Brown che godeva di un ampio consenso. Si, godeva. In poche settimane Elizabeth Warren è riuscita a ribaltare i sondaggi. Solo un anno fa Brown sembrava intoccabile. Nel mese di dicembre dello scorso anno,, il suo indice di gradimento era a quota 53%. A giugno era scivolato al 48% e ora si aggira intorno al 44%.
Ma i giochi non sono fatti. Nel Massachusetts il voto moderato è ancora l’ago della bilancia. Ma Elizabeth Warren, la lady inflessibile contro Wall Street ed i suoi eccessi di “creatività”, sta diventando sempre più un punto di riferimento per quella middle-class che fa fatica ad andare avanti, a garantire un futuro ai figli. E potrebbe esser questo il suo ampio bacino elettorale.



