Braccio di ferro Tremonti Letta
Di simone ricci • 03 mar, 2011 • Categoria: Italia
La data del 4 aprile si sta avvicinando velocemente: si tratta di una giornata fondamentale soprattutto per il Ministero dell’Economia, visto che entro questo termine dovrà essere presentata la lista dei possibili candidati dei cda societari su cui lo stesso dicastero esercita un controllo diretto. Dunque, tra poco più di un mese conosceremo con esattezza la composizione dei consigli di amministrazione di aziende importanti, quali Enel, Eni, Finmeccanica e Terna. Ci sono già delle indiscrezioni in tal senso? A dire la verità, questa attesa per le scelte di via XX settembre si sta caratterizzando per una forte incertezza, visto che il ministro Giulio Tremonti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sarebbero in disaccordo. È in ballo una fetta importante del potere del nostro paese, anche perché questi nuovi incarichi verranno a essere ricoperti nel futuro, anche oltre l’esecutivo attualmente in carica. Ma si può davvero parlare di un ministero importante come quello dell’Economia e la presidenza del Consiglio contrapposti per una simile questione? Il nostro Tesoro detiene il controllo di società di spicco, le quali sono in grado di produrre fino al 20% del prodotto interno lordo, quindi si può capire l’importanza di una scelta, ma non una contrapposizione così netta. L’accordo va trovato in modo rapido e senza penalizzare manager o altre figure professionali: lo stesso premier Silvio Berlusconi non ha affatto digerito la deriva della vicenda e ha chiesto una soluzione e una decisione in tempi brevi, altrimenti ogni competenza spetterà a lui. L’unica certezza in questo momento è rappresentata dalla sicura assenza di esponenti di Futuro e Libertà e dell’Unione di Centro all’interno di questi cda: ciò vuol dire che i nuovi board saranno formati in maniera molto rigida, con una presenza preponderante dei principali partiti di maggioranza e l’addio quasi sicuro di personaggi importanti, quali Pierluigi Scibetta, attuale consigliere di Eni, e Piero Gnudi, presidente dell’Enel. Tra i favoriti figurano invece Alessandro Profumo, ex ad di Unicredit e in orbita nell’Ente Nazionale Idrocarburi, e Gianfranco Tosi per l’ente energetico.



