Calcioscommesse: Fbi, Interpol e BFDS
Di eduardo lubrano • 19 dic, 2011 • Categoria: Sport
La questione “calcioscommesse” che sta travolgendo il calcio italiano in queste ore, travalica da qualche tempo i nostri confini, tanto che nelle indagini internazionali sul fenomeno ci sono di mezzo anche l’Fbi e l’Interpol. Perché tanto l’Uefa quanto la Fifa, hanno da tempo richiesto l’aiuto delle due organizzazioni di polizia per arrivare al cuore del problema. Tutto parte da quella che la stampa svizzera chiamò la “stangata”.
Bulgaria-Lettonia e Estonia-Ungheria avevano accettato, il 9 febbraio scorso, il lauto assegno assicurato loro da un società con sede thailandese, secondo la consuetudine delle amichevoli internazionali spesso affidate a società di intermediazione estranee ai paesi coinvolti. Tranne poi scoprire, con un’inchiesta Fifa, che dietro quelle due amichevoli c’era un giro di scommesse truccate orchestrato ad arte: i match finirono con sette gol, tutti su rigore, e gli arbitri ungheresi non risultavano nella lista degli abilitati alle partite internazionali.
La piovra asiatica delle scommesse clandestine, così come quella dell’est europeo, è un allarme rosso già acceso, presso Fifa e Uefa. La confederazione mondiale del calcio – rivelò nel maggio scorso il Daily Telegraph – indaga su 300 partite internazionali manovrate da Singapore e dalla Malesia. E a giugno accese una luce anche su Nigeria-Argentina. «Le nuove vicende dell’inchiesta italiana non ci riguardano direttamente», è la formula dietro la quale oggi l’Uefa si trincera per non entrare nel vivo di Last Bet. “Ma – come ricorda il capo ufficio stampa Robert Faulkner – la Confederazione europea applica una «politica di tolleranza zero sulle partite truccate”.
L’Uefa analizza ogni giorno cento milioni di scommesse. Per farlo si serve di un sistema di scoperta della frode battezzato BFDS. Questo permette di sorvegliare tutte le partite delle competizioni organizzate dall’Uefa, così come le gare di Serie A e B e le partite di coppe nazionali delle 53 Federazioni membri dell’Uefa. In tutto, si tratta di 1800 gare europee e 29.000 partite a livello nazionale ogni stagione: il sistema permette di individuare subito le scommesse illecite, grazie all’accordo con più di 400 società di scommesse e numerose agenzie specializzate. È il famoso flusso anonimo di giocate: ma non sempre basta quello per capire da dove arrivi il pericolo, perché il campo di applicazione resta l’Europa.
“Sono a rischio anche le partite più importanti” denunciò l’Uefa nel giugno scorso, senza nascondere le preoccupazioni anche per Euro 2012, in Polonia e Ucraina. Ma se per fermare il flusso gestito dall’Europa dell’Est basta il BFDS, per l’Asia serve l’intervento dei governi locali: Corea del Sud, Giappone e Cina hanno firmato a giugno un protocollo di intesa per il controllo dei flussi sulle partite nazionali, ma una volta attivato il sistema potrà essere esteso. Secondo l’Università di Pechino, ricorda AgiProNews, il mercato illegale delle scommesse in Asia vale 90 miliardi di dollari, di cui 10 di margine per gli operatori. Per questo l’Uefa ha lanciato l’operazione tolleranza zero, fino alla radiazione come pena.



