Bollettino dei consumatori: il racconto della settimana
Di simone ricci • 02 ott, 2011 • Categoria: Consumi
Parafrasando una celebre frase del film “Shining” di Stanley Kubrik, verrebbe spesso da dire che “tante spese e nessun risparmio rendono il consumatore un pazzo furioso”. In realtà, la settimana che si conclude oggi si è caratterizzata per la progressiva criticità della situazione economica italiana, ma, al contempo, anche per delle notizie che avranno sicuramente sorpreso in maniera piacevole i cittadini. Cerchiamo anzitutto di capire perché la nostra economia si sta sgretolando in maniera così rapida. Gli eventi sintomatici di questa situazione sono sostanzialmente due, vale a dire il seminario sulle dismissioni del ministro dell’Economia Giulio Tremonti e la preoccupante fase di stallo che si vive alla Banca d’Italia per quel che riguarda la successione di Mario Draghi come governatore. Nel primo caso, si capisce perfettamente che il nostro Tesoro sta tentando di vendere al miglior offerente i gioielli del paese, tentando di far cassa e di puntellare il debito pubblico; in effetti, a conti fatti risulta che quest’ultimo e il valore dei beni sono quasi identici, ma per il momento si sfrutteranno soltanto 700 miliardi di euro, con indizi ben precisi che vanno nella direzione di società come Eni, Enel, ma soprattutto la tanto discussa Finmeccanica. Il nuovo “padrone” di Palazzo Koch, poi, è ancora ignoto: sembrava ormai fatta per la soluzione interna, l’attuale direttore generale Fabrizio Saccomanni, invece le indecisioni del governo hanno provocato soltanto confusione e la possibile scelta di altri candidati, maggiormente graditi dagli esponenti di governo, uno stallo che in questo momento non possiamo permetterci. Ma i consumatori sono venuti a conoscenza di novità molto interessanti per quel che riguarda la loro tutela. Anzitutto, il prossimo 22 novembre vi sarà il processo presso il Tribunale Penale di Roma per accertare le responsabilità sui titoli Alitalia: chiunque abbia perso del denaro in questi investimenti ha la possibilità di costituirsi parte civile e di sperare in un più che congruo risarcimento. Lo stesso discorso vale per il settore bancario, visto che la class action contro Intesa Sanpaolo e le sue commissioni sul massimo scoperto è stata dichiarata ammissibile dalla Corte d’Appello: è la seconda volta che un’azione di gruppo ha questo tipo di esito, dunque non manca l’ottimismo per un esito favorevole grazie al prezioso operato di Altroconsumo. Se, poi, i consumatori europei hanno incoronato Ikea come il miglior brand commerciale dal loro punto di vista, lo stesso stato d’animo manca in relazione al settore idrico e al referendum dello scorso mese di giugno; l’esito è stato chiaro, nessuna privatizzazione e profitto, ma al momento nessuno si è mosso per rendere concrete queste richieste legittime.



