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Baby internauti senza controllo

Di Redazione • 20 nov, 2011 • Categoria: Internet


Cambia la società, cambiano i consumi, si restringono le famiglie (secondo i dati Istat del rapporto “Infanzia e vita quotidiana”, tra il 1998 e il 2011 il numero dei figli unici è aumentato quasi del 2%), e cambiano anche i bambini e i ragazzi, sempre più soli e meno seguiti dai genitori (la stessa ricerca Istat rivela che il numero di minori che vivono con un solo genitore è raddoppiato negli ultimi tredici anni, ed è diminuito quello di coloro che hanno almeno un genitore inoccupato e quindi disposto a stare con loro tutto il giorno). Niente bambole, lego, fumetti, macchinine: è la tecnologia ad attirare i ragazzi di oggi. Cellulare, smartphone e pc dominano la scena: la comunicazione multimediale è il gioco del XXI secolo. Lo conferma anche un’indagine europea condotta dalla rete EU Kids Online Network, finanziata dal Safer Internet Programme della commissione Ue, presentata ieri in tutta Italia in occasione della Giornata mondiale del bambino.

Sono sempre più piccoli i minori che utilizzano il web: già a sette/otto anni, infatti, i bambini si espongono ai pericoli di internet, spesso senza alcun reale controllo da parte dei genitori. I rischi naturalmente sono notevoli, dalla pornografia al cyberbullismo, dal sexting alla pedofilia. Anche Telefono Azzurro ed Eurispes hanno lanciato l’allarme, soprattutto sul fenomeno dello scambio di immagini, messaggi e video a sfondo sessuale con persone conosciute e non, attraverso la rete e i social network, che non hanno un occhio di riguardo nei confronti dei minori. Facebook per esempio, non prevede un controllo sull’età reale dei suoi utenti, così, anche se per legge il suo target dovrebbe essere costituito esclusivamente dagli over13, il 59% dei minori tra i 9 e i 16 anni dichiara di possedere un profilo personale, e di questi il 26% ha meno di 10 anni e il 49% meno di 13.
Al di là del fatto che i profili possano essere pubblici o privati, Fb non garantisce la protezione di bambini e ragazzi, e una ricerca europea coordinata dalla London School of Economics and Political Science ha rilevato che il 9% dei bambini e ragazzi intervistati trasferiscono nella realtà le conoscenze fatte su internet, spesso all’insaputa dei genitori.

I genitori sottovalutano il rischio corso dai propri figli con una navigazione libera e incontrollata e quasi sempre ritengono che restringere l’accesso ad alcuni siti, alle informazioni personali, allo scarico e all’invio di file sia sufficiente per proteggerli, e si dicono fiduciosi nella loro capacità di affrontare chi può infastidirli. Così i figli restano sempre più soli di fronte a un mondo difficile da controllare, e gli adulti rimangono fuori dalla vita dei minori.

La situazione è preoccupante in tutti i Paesi europei, anche se l’Italia è tra quelli in cui la percentuale negli indicatori di fenomeni più preoccupanti è più alta, mentre quando si parla di età media di accesso a internet la situazione si capovolge e i primi della lista sono Danimarca e Svezia, dove a 7 anni tutti hanno già navigato almeno una volta, situazione che in Italia si verifica a 10. L’unico modo per garantire un utilizzo sicuro del web da parte dei minori è necessario che “famiglie, insegnanti, pediatri si alleino e collaborino tra di loro”, afferma il presidente della Società italiana pediatri (Sip), Alberto Ugazio. Da qui la nascita di una guida per la navigazione in sicurezza su internet, firmata dalla Sip, polizia e Microsoft, che verrà presentata prossimamente. Intanto, è importante fare attenzione: internet è un mondo senza controllo e senza regole, e questa è la sua forza, ma anche il suo punto di debolezza quando si tratta di bambini internauti.


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Published by Communicagroup