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La vittoria dei conigli: ma quanto durerà ?

Di mario pinzauti • 14 dic, 2010 • Categoria: Opinioni


Come avevamo temuto, in parte anche previsto, i conigli hanno prevalso. Grazie ai più conigli tra i conigli. Senza il voto della Polidori, ex finiana costretta alla resa-come ha rivelato il suo ex collega futurista Barbareschi –da pressioni governative sull’azienda della sua famiglia, la Cepu, e senza le pagliaccesche piroette dei tre del cosiddetto gruppo di responsabilità (Scilipoti, Galearo, Cesario) Berlusconi non ce l’avrebbe fatta.
Ma avendocela alla fine fatta, al termine della più oscena compravendita di sostenitori del governo cui la Repubblica abbia assistito nei suoi oltre sessant’anni di vita, egli ha ora il dovere-verso se stesso,anzitutto.-di chiedersi per quanto tempo e come potrà godere del risultato tanto faticosamente raggiunti.A lui milanese,cultore della milanesità,sia pure a suo uso e consumo,ricordiamo un vecchio detto meneghino:”la dura minga!,cioè non dura. Con una maggioranza di queste dimensioni,e fatta in parte di personaggi i quali- per come si sono comportati in questi ultimi giorni- hanno dimostrato di essere persone di cui non potrebbero fidarsi le loro stesse madri, basterà il minimo inciampo,perfino una banale epidemia d’influenza,per ridurre pericolosamente i già scheletrici numeri di vantaggio e mettere a rischio ,una dopo l’altra,le iniziative legislative del governo,comprese quelle che avrebbero come unico beneficiario il Presidente del Consiglio.Salvo che Berlusconi,una volta tanto smentendo il suo stesso personaggio,mantenesse le solenni promesse-ad esempio la riforma della legge elettorale-fatte quando,al Senato e alla Camera,nei giorni passati,prima che il risultato delle votazioni fosse noto,si sentiva letteralmente con l’acqua alla gola. Oppure a condizione che si verifichi quello sfaldamento di Futuro e Libertà e quell’inversione a U della strategia di Casini che i bracci destri e sinistri del Cavaliere,tornati all’ottimismo dopo il lungo periodo di nera disperazione,danno come probabile conseguenza della mancata approvazione della mozione di sfiducia. Ora come ora ,tuttavia,sia l’una che altra delle due eventualità appaiono come estremamente improbabili.Perchè Berlusconi sa che una seria riforma della legge elettorale sarebbe assai più pericolosa,per la sopravvivenza della sua leadership,dell’appena superato confronto parlamentare sulla sfiducia.E anche perché il fatto che a Montecitorio il Cavaliere abbia vinto ricorrendo alle più sfacciate scorrettezze sembra avere alimentato,tra i suoi avversari,più una voglia,anzi bisogno,di rivincita,che di disponibilità a un armistizio o addirittura a una resa,
.Salvo colpi di scena per ora almeno non ipotizzabili,la previsione più facile è dunque che Berlusconi e il suo governo pagheranno la vittoria di estrema misura,ottenuta grazie ai conigli,con continue sofferenze che potrebbero,presto,diventare intollerabili:come ritiene lo stesso stato maggiore della Lega Nord, che non a caso tiene aperta e calda l’ipotesi della elezioni anticipate.


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