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Di luca ajroldi • 17 nov, 2010 • Categoria: Italia


Ai giornalisti che gli domandavano della possibile crisi di governo in Italia, Marchionne ha risposto: «Abbiamo una crisi che è possibile? O c’è una crisi o non c’è una crisi: la mancanza di chiarezza è quello che innervosisce il mondo intero. Le persone serie queste cose non le fanno. Noi abbiamo bisogno di stabilità per fare le cose e l’instabilità non aiuta a livello di clientela, ma non aiuta neanche la gestione industriale del paese. Abbiamo bisogno di certezze».
Già la crisi. Interessa a qualcuno, oltre naturalmente i talk show politici, i quotidiani e i diretti interessati? Perchè da come viene trattata dalla politica sembra una questione di condominio. Le convocazioni per raccomandata, gli incontri dei condomini per ascoltare pareri ed eventualmente acquisire consensi e con l’amministratore che vigila affinchè tutto si svolga nella norma. Ma l’Italia non è un condominio e Marchionne con i suoi modi ruvidi da italo-canadese affronta la questione di petto. Industria, occupazione, precariato, politica economica, scuola, innovazione. Sono bellissime e importantissime parole cui nessono da un contenuto, un progetto un obiettivo. Il paese vorrebbe sentire progetti e ascolta solo discussioni infinite e battibecchi. Mai nessuno che dia una risposta. Ne il PD, ne i finiani ne, tantomeno la PdL. L’unica non-risposta, ma evidente agli occhi di tutti, è la rabbia del Ministro Maroni che si comporta prima da leghista, poi da lumbard, poi da Ministro ed infine, da italiano. Perchè la Lega in queste elezioni è quella che rischia di più. O sfonda il tetto dell’12 per cento su base nazionale o resterà un irrisolto partito di lotta e di governo costretto comunque sempre a fare alleanze. E non sempre si ha la fortuna di avere come alleato Berlusconi. Pensate se alla Lega capitasse Casini o Bersani. Avrebbero spazi di manovra sempre più ristretti e sicuramente un decimo della visibilità che hanno oggi


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