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I videogiochi arriveranno nelle scuole?

Di manuel de santis • 24 ott, 2010 • Categoria: Internet


«I videogiochi oggi rappresentano un’opportunità per introdurre nella scuola linguaggi digitali e nuove strategie di apprendimento». Queste sono le parole, riportate da corriere.it, che Mariastella Gelmini, ministro dell’istruzione, proferisce durante il Games Forum, incontro organizzato dall’Aesvi, Associazione Editori Software Videoludico Italiana, e le istituzioni. Durante il convegno si è parlato del ruolo che i videogiochi al giorno d’oggi hanno nella vita di molti giovani, discutendo i dati raccolti da uno studio condotto dall’Ispo, istituto sugli studi della pubblica opinione, che fa emergere come:

la capillare diffusione dei videogiochi nei nuclei familiari con figli tra i 6 e i 17 anni: il 70% utilizza regolarmente i videogiochi, un numero pari a circa 700 mila famiglie, dove il 20% di queste arriva a considerare i videogame un vero collante generazionale tra mamma e papà e i ragazzi, con momenti regolari di gioco assieme sulle console o sui pc. Un rapporto «digitale» che raddoppia nell’incidenza quando i genitori sono più giovani — tra i 25 e i 34 anni —, e dunque probabilmente ex videogiocatori che ben conoscono le positività così come i pericoli da evitare. Secondo il professor Renato Mannheimer, alla guida dell’istituto di ricerca, «i videogiochi sembrano capaci di tradurre i riti dell’infanzia in un linguaggio più adulto», passando dal momento della favola a quello del gioco assieme.

Il ministro Gelmini commenta così i dati dello studio:

«Dalla ricerca infatti emerge chiaramente come i genitori attribuiscano ai giochi elettronici un valore dal punto di vista cognitivo. La nuova generazione di videogiochi didattici offre molte opportunità e non è un caso che siano ormai utilizzati anche all’interno di percorsi universitari».

Speriamo che l’utilizzo dei videogiochi in ambito scolastico possa far crescere i risultati dei nostri studenti, dato che gli ultimi anni li hanno visti leggermente in difficoltà.


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