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Google potrebbe sostituire l’indice statunitense per la raccolta dei dati sui prezzi

Di manuel de santis • 14 ott, 2010 • Categoria: Internet


Il responsabile del settore economia di Google, Hal Varian, ha dichiarato alla National Association for Business Economy (NABE) che la società di Mountain View non è soddisfatta dell’operato del Consumer Price Index (CPI), indice americano che raccoglie i dati sui prezzi e sul calcolo dell’inflazione, perciò l’azienda americana sta lavorando ad una sua alternativa. Google potrebbe creare un “Google Price Index” (GPI)sfruttando l’immensa mole di dati che possiede e che raccoglie ogni giorno sul web, fornendo così un servizio migliore rispetto a quello offerto dal ministero che probabilmente possiede un database, archivio di dati, più piccolo rispetto a quello della società statunitense. Otre a proporre una propria struttura di raccolta dati sui prezzi e di controllo sull’inflazione, il colosso delle ricerche online associa tutto ciò al nuovo “Google Shopping” sistema che permette di cercare articoli da comprare online. Forse avanzare la pretesa di voler sostituire un organo ministeriale da parte di Google può risultare eccessiva, ma il contributo che un’azienda che possiede così tante informazioni può dare al contenimento dell’inflazione, è sicuramente sostanzioso.


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