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Alla conquista di Unicredit

Di luca ajroldi • 22 set, 2010 • Categoria: Italia, Primo piano


Un durissimo scontro all’interno di un Consiglio d’Amistrazione durato alcune ore e poi le conclusioni : Alessandro Produmo, il banchiere scomodo, con una visione internazionale, fuori dai giochi asfittici dell’italietta provinciale, è stato sfiduciato. Si è conclusa una battaglia con la vittoria dell’asse Berlusconi Geronzi (Generali) ma la guerra è appena cominciata.
Dice Massimo Giannini

Se il premier su Unicredit ha giocato dunque la sua partita politica, Geronzi su Profumo ha giocato la sua partita finanziaria. E lo ha fatto con l’obiettivo raccontato da Bisignani. Espugnare la fortezza di Piazza Cordusio, per poi coronare il progetto che si porta dietro dalla scorsa primavera, da quando cioè ha traslocato dal vertice di Mediobanca alla presidenza delle Generali: fondere Piazzetta Cuccia con il Leone di Trieste. E così ridefinire una volta per tutte, a suo vantaggio, gli equilibri del capitalismo italiano. Da maggio scorso, a dispetto di una governance che formalmente assegna allo stesso Geronzi poche deleghe in Generali, lasciando a Mediobanca il controllo delle partecipazioni strategiche come Rcs, Telecom e le banche, il nuovo Cesare del capitalismo italiano ha ingaggiato una guerra senza quartiere con i due “alani” rimasti a Piazzetta Cuccia. Lo ripete lo stesso Bisignani, senza farne mistero: “Con Renato Pagliaro e Alberto Naghel gli scontri sono continui…”.

Geronzi si sta smarcando sempre di più, dall’orbita Mediobanca. E lo fa non per lasciare all’Istituto che fu di Enrico Cuccia la sua piena autonomia, ma per raggiungere il risultato contrario: cioè tornare a comandare anche lì. Con l’operazione di “reverse merger” di cui si parla da tempo, e che “Repubblica” ha anticipato nella primavera scorsa, e che ora lo stesso Bisignani conferma. Un’operazione che, secondo fonti di mercato, coinvolgerebbe persino la Mediolanum, di cui il premier vuole disfarsi, perché non sa cosa farne, e che lo stesso Geronzi sarebbe pronto ad accollarsi, per rendergli l’ennesimo favore. Sembra fantascienza, anche questa. Domani fioccheranno smentite. Ma anche fino alla scorsa primavera il banchiere di Marino aveva smentito il suo progetto di trasferirsi in Generali. Sappiamo poi com’è andata a finire.


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