A volte restano
Di valentina veneroso • 29 dic, 2010 • Categoria: Cultura
Cosa si vede dallo specchietto retrovisore di questo 2010? Di sicuro tanti volti che non ci sono più. Sportivi, uomini politici, scrittori, registi, cantanti e attori che hanno salutato in anticipo la chiusura dell’anno. Sono tanti e forse per questo ne scorderemo qualcuno, ma questo è il nostro modo di dirgli addio e al tempo stesso ricordarli. Di alcuni sentiamo davvero la mancanza, mentre di altri un po’ meno, ma senza versare finte lacrime di coccodrillo, vi riportiamo tutti i nomi di chi non può non essere citato in questo spazio.
Nel mondo dello spettacolo, primo fra tutti gli addii, quello del maestro Mario Monicelli, che di certo non ha bisogno di presentazioni. Tony Curtis, icona degli anni ’50 e ’60 che recitò anche nei film di un altro celebre e amato regista scomparso di recente, Blake Edwards; il produttore Dino De Laurentiis e l’attore Gary Coleman (più famoso come protagonista de “il mio amico Arnold”); Tom Bosley, alias Papà Cunningham della serie Happy Days; Leslie Nielsen, Raimondo Vianello, Pietro Taricone, Dennis Hopper e il caratterista Tiberio Murgia. Il regista francese Eric Rohmer, tra i principali esponenti della Nouvelle Vague, assieme a François Truffaut e Jean Luc Godard.
Tra le illustri “penne” scomparse, quella del giornalista e scrittore Edmondo Berselli; ma anche quelle di Attilio Foti, Alberto Ronchey, Maurizio Mosca, Mino D’Amato, Pietro Calabrese, Roberta Vinciguerra. E anche quella che scrisse “Il giovane Holden”. J.D.Salinger è infatti morto quest’anno dopo decenni di silenzio.
Nella politica, l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, democristiano di lungo corso, in passato spesso al centro di vicende della nostra storia non proprio trasparenti.
Nel mondo dello sport, Enzo Bearzot, CT dell’Italia mondiale del 1982, il volto di novantesimo minuto Tonino Carino, e l’ex campione di ciclismo e Ct della squadra azzurra Franco Ballerini.
Il soulman Solomon Burke, autore dell’indimenticabile “Everybody need somebody to love” cantata anche dai Blues Brothers, e i suoi colleghi dalle ugole d’oro, il jamaicano Gregory Isaacs e la statunitense Teena Marie.









